Dott.ssa Mariacarla Chieppa              Psicologa psicoterapeuta Monti-CavourSeconda sede Centocelle  Roma

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Blog e pensieri 

9 Jun 2026

Amore e desiderio

Identità senza dimora 

L'equivoco dell'amore

Ti svegli come ogni mattina accanto a qualcuno. Un corpo di cui conosci la presenza più muta.Eppure qualcosa continua a sfuggirti. Di lui. Di te.

L'amore fa questo: sposta. Ti trova in un posto e ti lascia in un altro. E nel mezzo c'è qualcosa che non si riesce a nominare. Una soddisfazione che non arriva mai del tutto. Un'insoddisfazione che non se ne va mai del tutto. Non è colpa sua. Non è colpa tua. È la struttura.

Lacan lo dice senza pietà: il rapporto sessuale non esiste. Non come atto. Come formula. Non c'è equazione che faccia di due soggetti Uno. Non c'è complementarità. Non c'è l'altra metà che rimette insieme il tutto. Quello che c'è è l'incontro. Che è un'altra cosa.

Lacan non parla qui degli uomini e delle donne in senso psicologico. Parla di due modi diversi di abitare il godimento. Da un lato ciò che cerca un bordo, un limite, qualcosa che possa tornare uguale. Dall'altro ciò che eccede il limite, ciò che non si lascia chiudere del tutto in una misura. Due lingue. Nessun dizionario.

E allora cosa si incontra, se non ci si capisce davvero? Si incontra l'equivoco. E l'equivoco non è il problema. È la condizione.

Il desiderio non nasce dalla chiarezza. Nasce dallo scarto. Da ciò che l'altro non ha detto e tu hai sentito. Da ciò che hai creduto di vedere e lui non sapeva di mostrare. Non ci innamoriamo di ciò che l'altro è. Ci innamoriamo di ciò che crediamo di intravedere.

Se l'altro diventasse del tutto trasparente, il desiderio finirebbe. Ha bisogno dell'opaco. Ha bisogno di non arrivare mai fino in fondo. L'insoddisfazione non è un difetto del legame. È il legame.

Il godimento vuole trovare qualcosa nell'altro. L'amore accetta di non trovarlo mai del tutto.

Il godimento usa l'altro come supporto. Vuole la ripetizione. Vuole la cosa al suo posto. Vuole che l'altro non sorprenda troppo. Torna sempre a sé. L'amore invece porta fuori. Verso qualcosa che non puoi possedere. Nell'amore si ama proprio quello scarto. Quella zona opaca in cui l'altro ti sfugge e continua a esistere altrove da te. Non nonostante. Per quello.

L'incontro d'amore non è il momento in cui l'altro diventa tuo. È il momento in cui capisci che non puoi averlo.

Ci innamoriamo dell'equivoco. Il desiderio insiste proprio lì, tra il non detto e il non visto. La coppia non è due persone che si capiscono. È due persone che hanno trovato un modo di abitare insieme il non-capirsi.

E resti.

Da letture psicoanalitiche

12 Mar 2026

Il corpo come memoria: come le prime esperienze corporee plasmano il desiderio


Fin dai primi momenti di vita, il bambino entra in relazione con il mondo attraverso il corpo. Sensazioni come la suzione, il dolore, il piacere o la scoperta dei confini corporei rappresentano le prime esperienze che la mente inizia a elaborare e a trasformare in significati psicologici.

In questa prospettiva, il corpo diventa il luogo in cui le esperienze sensoriali e relazionali vengono progressivamente organizzate. Le prime esperienze corporee funzionano infatti come “organizzatori” dello sviluppo: preparano il terreno per esperienze emotive e relazionali più complesse e contribuiscono alla formazione della nostra sessualità e del nostro modo di desiderare.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle relazioni precoci. Attraverso sguardi, contatto fisico e cure, il bambino costruisce le prime forme di regolazione emotiva. Allo stesso tempo, i valori e le reazioni dei genitori possono collegare l’esperienza del piacere a emozioni diverse, come l’imbarazzo, la vergogna o il senso di colpa.

Il nostro linguaggio del desiderio nasce quindi dall’intreccio tra corpo, relazioni e significati emotivi: il corpo non è solo biologia, ma anche memoria viva delle prime relazioni.

7 Aug 2025

AFFRONTARE UN LUTTO 

Elaborare un lutto è un percorso lungo e doloroso. È un continuo riadattarsi a una vita che deve imparare a convivere con un’assenza, a proseguire per amore di chi resta. È uno sforzo costante che richiede un passaggio "dall' amare in presenza, all'amare in assenza". È un tempo sospeso, immobile, che fatica ad autorizzarsi a vivere di nuovo. Un confine silenzioso che divide il prima dal dopo.

Il dolore del lutto non si “supera”, si attraversa. Ogni perdita lascia un’impronta unica nella nostra storia affettiva e richiede tempo, spazio e cura per essere elaborata. In un’ottica psicodinamica, il processo di lutto non è solo una reazione alla perdita, ma anche una profonda riorganizzazione del mondo interno: un lento lavoro psichico che ci permette, nel tempo, di interiorizzare la persona amata, trasformando il legame esterno in una presenza interna, viva nella memoria e nell’affetto.

Concedersi di sentire, di regredire, di tornare indietro e poi di ripartire è parte essenziale del processo. Non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere il lutto: c’è solo il tuo modo, da ascoltare e accogliere con gentilezza.

10 Apr 2025

Le ferite dell'anima

Guarire dalle ferite dell'anima vuol dire riconciliarsi con quel dolore, accarezzarlo e considerarlo parte del viaggio che è la vita, spinta verso una rinnovata fiducia nei confronti dell'altro.

7 Mar 2024
2 Mar 2024

Lutto e EMDR

La persona in lutto può sentire una profonda sofferenza a causa della perdita della persona amata. Il dolore di tale irrevocabile perdita può essere insopportabile. Se il paziente risponde ai criteri per iniziare il lavoro di elaborazione dei ricordi, la terapia EMDR può aiutarlo a rielaborare il dolore che accompagna la consapevolezza che la persona amata non c'è più e non tornerà. La rielaborazione delle emozioni dolorose, fa sì che esse possano essere associate a ricordi più adattivi favorendo l'emergere di ricordi positivi, ricchi di emozione. Questi ricordi consentono quindi di formare una rappresentazione interna, caratterizzata dalla percezione di un legame duraturo con il deceduto. All'interno del lavoro clinico sarà dunque possibile passare dalla convinzione di "aver perso per sempre la persona" a quella di "riuscire a sentirla ancora vicino a sé " , a passare dall' "amare in presenza" al " continuare ad amare in assenza".

27 Jan 2024

Le dipendenze affettive 

"Non posso vivere senza di lui/lei"...quante volte ci si ritrova a dire o a pensare di non poter esistere senza l'altro. La dipendenza affettiva si struttura sulla base di modalità relazionali apprese nelle primissime interazioni con le figure di riferimento. Questo apprendimento determina la convinzione di non poter esistere senza la presenza dell'altro, senza che l'altro rivolga a noi il suo sguardo. Come Winnicott ci insegna, fusione e separazione sono complementari in una buona relazionalità di coppia. Essere insieme e riuscire ad essere soli e a sentire che la solitudine non è annullamento ma riaffermazione di bisogni, desideri, momento di autentico contatto con sé stessi. 

27 Jan 2024

La relazione terapeutica 

"Oh, il conforto, l'inesprimibile conforto di sentirsi sicuri con una persona, senza dovere né pesare i pensieri, né misurare le parole, ma lasciarle fluire fuori, così come sono, pula e grano insieme; sicuri che una mano fidata li raccoglierà e li setaccerà, terrà quello che merita tenere e poi col respiro della gentilezza soffierà via il resto"

Dainah Maria Craik, potesse inglese

27 Jan 2024

L'esperienza traumatica 

Bessel Van Der Kolk, nel descrivere i neuroni specchio (cellule specializzate che ci permettono di sintonizzarci con l'altro, di "sentirci in" qualcun altro) ci dice che la drammaticità dell'esperienza traumatica risiede nel non essere visti, nel non essere presi in considerazione, in una parola nel non essere "rispecchiati". E allora la psicoterapia diviene il luogo eletto a ricomporre e ad attivare la capacità di rispecchiare ed essere rispecchiati in sicurezza.

27 Jan 2024

Uscire dal buio

" Quando trovi il coraggio di raccontarla la tua storia, tutto cambia. Perché nel momento stesso in cui la vita si fa racconto, il buio si fa luce e la luce ti indica la strada" 

Da "Rosso Instanbul" di Ferzan Özpetek

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